Cerchio
Words&Drops / Ottobre 1, 2020

Se fosse possibile cominciare dalla parola “fine” e andare all’indietro, avrei potuto chiudere dignitosamente il cerchio di ogni legame dove qualsiasi punto appartiene contemporaneamente ai due estremi. “Cioè che accade prima non è necessariamente l’inizio”. Henning Mankell

Bonjour été
Appunti di viaggio , Words&Drops / Giugno 22, 2020

Domani alle 21.44 si festeggia il Solstizio d’estate 2020 e almeno con il pensiero mi sento già in vacanza.Non so dove andrò quest’anno. Mi affascina però questa inaudita (un tempo!) libertà di poter fare a meno di programmi e di prenotazioni.Semplicemente accogliere con gratitudine quel che viene. “Mi piace quel senso di attesa. E’ come la sensazione che si prova uscendo di casa la mattina presto, quando per le strade non c’è ancora nessuno. Quando ti siedi in un bar dalle parti del mare, prendi il tuo caffè o il tuo cappuccino e aspetti. Le strade si riempiono a poco a poco e tu provi un senso di consapevolezza e di appartenenza a qualcosa di fuggevole ed eterno.” Gianrico Carofiglio

Divano
Appunti di viaggio , Words&Drops / Giugno 12, 2020

Quale unità di misura possiamo applicare per valutare, pur in parte, la nostra personalità? Oggetti di cui ci circondiamo sono altrettanto attendibili quanto lo sono le nostre parole, azioni e mancanze? Una scelta materiale elude oppure espone la nostra identità e il nostro carattere? “Sono convinto – ma forse è un pregiudizio da parte mia – che un divano rivela molto sul suo proprietario. Un divano costituisce un modo compatto e inviolabile.Questa però è una cosa che possono capire soltanto le persone che sono cresciute sedendosi su buoni, comodi divani.Come si cresce leggendo buoni libri o ascoltando buona musica. Da divano comodo nasce divano comodo, da divano scomodo nasce divano scomodo.Così funzionano le cose.”Haruki Murakami

Panni
Words&Drops / Giugno 5, 2020

Qualche volta è giusto e doveroso pensare solamente a noi stessi e reclamare la possibilità di avere ragione indipendentemente dalle esigenze e dalle virtù del prossimo. “L’idea di mettersi sempre nei panni degli altri, ma perché?I panni-diritti degli altri. Si pensa che i diritti degli altri siano sempre legittimi.Io vorrei solo che mi fosse riconosciuto il diritto di non mettermi nei panni degli altri.”Paola Mastrocola

Sogni e ricordi
Appunti di viaggio , Words&Drops / Maggio 29, 2020

Il confine fra due elementi (a differenza della distanza) assomiglia ad una porta scorrevole a scomparsa che delimita (ma non separa), ed è talvolta così effimero da favorire il proprio naturale dissolvimento.“In base a cosa possiamo dire con certezza che un’immagine nella nostra testa è il risultato di una percezione o di un atto di immaginazione? Cosa distingue davvero certi sogni da certi ricordi?”Gianrico Carofiglio

Beethoven non fa più paura
Ci sarei voluto essere / Maggio 17, 2020

L’accesso al tempio della musica classica era da sempre riservato all’élite: per nascita, per istruzione, per presunzione. L’ingresso sembrava avvolto nella nebbia e nelle tenebre e più che un tempio assomigliava al castello kafkiano, fatto solo per disorientare e confondere e non per raggiungere. Ti scoraggiava perché sembrava lontano, antico, appunto, classico. Dovevi essere idoneo per poterlo avvicinare e attendere di entrare. Rimaneva comunque la sensazione di essere un po’ fuori posto perché era difficile già solo conoscere i nomi esatti degli strumenti, figuriamoci distinguere movimenti oppure prime e seconde viole.In ogni insegnamento la bravura del maestro non sta soltanto nella capacità di spiegare e coinvolgere ma soprattutto nel talento di regalare la propria conoscenza senza farla pesare come superiorità. È come dire “grazie”: tu perché mi ascolti, io perché tu mi parli. Spalancare il portone del sapere perché essere prescelti di conoscere significa non scegliere più ma condividere e gioire allo stupore altrui, alla meraviglia di qualcun altro nello scoprire che Beethoven non fa più paura.Ma la musica classica in grado di unire la storia (forte e spietata come la battaglia napoleonica di Hanau) e la poesia delicata ed esile di Emily Dickinson non è classica perché non più…

Un gioco
Appunti di viaggio , Words&Drops / Maggio 15, 2020

È come un gioco. Il particolare e il generale. Conoscersi e successivamente riconoscersi. Qual è la nostra vera identità, quella che sta in un dettaglio marginale o nell’insieme indispensabile? “La mia anima è una misteriosa orchestra;non so quali strumenti suoni e strida dentro di me: corde, arpe, timpani e tamburi.Mi conosco come una sinfonia.“ Fernando Pessoa

Buona festa della mamma
Words&Drops / Maggio 8, 2020

Che “andrà tutto bene” lo sapevamo da sempre. Ce lo sentivamo dire per ogni nostra paura, incertezza, delusione. Oltre all’abbraccio rassicurante questa promessa era la nostra fede assoluta in un domani sereno perché affermata dalla nostra mamma. E aveva ragione! Buona festa della mamma a chiunque si sente di esserlo. “Se anche solo per un istante pensavo di essere strana, gli occhi di mia madre mi guardavano da sopra gli occhiali, e come due puntine da disegnomi fissavano saldamente al mio posto nel mondo“ Banana Yoshimoto

Arco di Trionfo di Erich Maria Remarque
I miei compagni di viaggio / Maggio 3, 2020

Parigi prima della seconda guerra mondiale ancora ignara del pericolo imminente. La piovosa serata di fine novembre. Il ponte Alma. Un piccolo caffè vuoto vicino all’Arco di Trionfo con gradini consunti e scivolosi. L’asprezza del calvados che non risolve nulla ma almeno scalda le mani. Gauloises umide e stropicciate in tasca.Due vite sospese come goccioline di nebbia si incontrano per caso e si attraggono ma non si legano. Manca l’affinità che deriva dall’esperienza costruita nei mondi paralleli destinati ad incrociarsi molto più in là, alla fine.“La piccola stanza vuota sembrava satura dall’odore di nostalgia, disperazione e novembre.”Il pessimismo di uno dei più grandi romanzi d’amore (e delle più grandi storie d’amore di Marlene Dietrich e Erich Maria Remarque perché è la loro storia) si spoglia di sfiducia e diventa una poesia. Commovente e spietata. Perché ti insegna che la realtà e l’illusione possono rappresentare la stessa dimensione che si tratti di una linea o di un punto.“Il rimorso è la cosa più inutile al mondo. Nulla si può tornare. Niente può essere corretto. Se così fosse, saremmo tutti dei santi. La vita non ha mai avuto l’intenzione di renderci perfetti. Colui che lo fosse dovrebbe essere esposto in un museo”

Peter Norman

“La velocità perfetta, figliolo, vuol dire solo esserci».Le Olimpiadi alla Città del Messico avrebbero dovuto (potuto?) aggiungere pace e armonia ad un anno che più di qualsiasi altro periodo storico era già tormentato fino all’estremo dalla contestazione, battaglie civili e militari, lotte armate, il rifiuto radicale verso un certo stile di vita. L’anno delle proteste studentesche del maggio francese, dell’assassinio di Robert Kennedy e di Martin Luther King, dei carri armati sovietici che travolgevano la primavera di Praga.Furono le Olimpiadi con tante “prime volte” e numerosi record, alcuni destinati a durare nei decenni come quello stabilito dall’americano Bob Beamon nel salto in lungo. E un altro saltatore, ma in alto, entrò nella storia: Dick Fosbury, che vinse l’oro con la tecnica rivoluzionaria, mi verrebbe da dire quasi extraterrestre (d’altronde saltava davvero in alto e per di più con due scarpe diverse). Furono le Olimpiadi più “alte”, a 2.250 metri di altitudine.Per la prima volta, l’ultimo tedoforo della fiamma olimpica, fu una giovane donna, l’atleta Norma Enriqueta Basilio de Sotelo.Ci fu il primo squalificato per doping nella storia olimpica, il pentatleta svedese Hans-Gunnar Lijenwall, per tasso alcolemico troppo alto.Jim Hines fu il primo velocista a scendere sotto i 10 secondi (tempo…