Jonas Salk

Aprile 17, 2020

La poliomielite era una malattia infettiva ad altissimo rischio. Colpiva principalmente bambini, sotto i cinque anni. Il virus danneggiava il midollo spinale e i polmoni, provocando la deformazione e la paralisi di braccia e gambe che a volte portava all’esito mortale. Molti malati non erano più in grado di camminare senza stampelle o tutori in ferro.


Tra i malati “famosi”, ad esempio, possiamo ricordare la pittrice Frida Kahlo e il presidente degli Stati Uniti Franklin Delano Roosevelt.


Dall’inizio del Novecento le epidemie di poliomielite erano sempre più ravvicinate e sempre più letali, soprattutto d’estate. Il picco si verificò nei primi anni Cinquanta, quando solo negli Stati Uniti si registrano fino a 50.000 casi. Nel 1952, l’anno dell’epidemia negli Stati Uniti, la popolazione era in una situazione che adesso ci suona abbastanza familiare: la vita nelle città si era fermata, i cinema, le piscine, le chiese, erano state chiuse per prevenire la diffusione del contagio. Le raccomandazioni di salute pubblica erano quelle di adesso: evitare gli assembramenti, non permettere ai bambini di nuotare nelle piscine pubbliche e lavarsi molto spesso le mani”.
La poliomielite aveva paralizzato tra i 13 mila e i 19 mila bambini ogni anno nel periodo prima del vaccino.


La quasi totale neutralizzazione della malattia è stata resa possibile grazie a un vaccino, sviluppato da Jonas Salk, il medico e virologo statunitense di origine russa. Un vaccino che sperimentò su se stesso e sulla propria famiglia, fino al 1955, anno in cui fu dichiarato funzionante e sicuro.

Jonas Salk by Yousuf Karsh

Il 12 aprile del 1955 Jonas Salk fu intervistato dal giornalista televisivo Edward R. Murrow. Alla domanda chi possedesse il brevetto per il vaccino contro la poliomielite, il medico rispose con una frase che diventò il simbolo di una concezione altruista della ricerca scientifica, caratterizzata da una stupenda semplicità.
«Beh, la gente, direi» rispose Salk, «non c’è un brevetto. Si può brevettare il Sole?».
Salk non brevettò il vaccino, ma anche se avesse voluto farlo non avrebbe comunque potuto, in quanto le regole della Fondazione per la quale lavorava glielo avrebbero impedito.
Tuttavia mi piace pensare che non l’avrebbe mai fatto.

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